Il Loden è una delle certezze più certe che si possano avere.
Siamo in Inghilterra?! No, siamo nel cuore delle Alpi, una terra di confine tra Austria e Italia, ammantata di candida neve e sferzata da venti freddini: il Tirolo è il luogo in cui, fin dal Medioevo, si lavora la lana rendendola calda e impermeabile; infeltrita e follata con fatica si trasforma in lodo (“lana arruffata”), il tessuto con cui si realizzava qualsiasi cosa dai pantaloni alle coperte; il primo modello in loden diventato celebre è realizzato nel 1882, in forma di mantello, per l’imperatore austriaco Francesco Giuseppe, che lancia una vera e propria tendenza tra la nobiltà austroungarica, trasformando Brùnico e la Val Pusteria, in un centro di raffinata produzione.
In origine il loden è grigio naturale, ma il verde bosco stabilizzato a fine ‘800 diventa talmente iconico da avere un codice Pantone tutto suo.
Dopo essere stato il cappotto di contadini, pastori, nobili e reali, conquista nel fermento culturale degli anni ’70 anche gli intellettuali, che indossano il cappotto verde nel modello classico: colletto a camicia, bottoni in pelle intrecciata, giro manica nascosto da alette impunturate e grande sfondo piega sulla schiena.
Nel corso del tempo le varianti si moltiplicano e proposte variopinte nell’era hippie vestono creature della notte come Rudolf Nureyev e Helmut Berger, anche tra le nevi di Saint Moritz.
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