Se pensi a giovani ribelli che usano anche lo stile per esprimere la loro visione, probabilmente ti vengono in mente: hippies, punk, zooters…
Nella Londra di fine Settecento, i ribelli erano giovani e aristocratici che sceglievano uno stile eccessivo e non convenzionale. In quegli anni era buona abitudine per i giovani rampolli inglesi fare un lungo tour di istruzione girando tutta l’Europa continentale, chiamato non a caso “Grand Tour”. Una volta tornati a casa, per condividere le esperienze vissute durante questo lungo viaggio fondarono nel 1764 il ‘Macaroni Club’ dove potevano amare liberamente le lingue straniere, le arti, le culture e le mode internazionali che consideravano talvolta superiori a quelle di casa. Un amore che veniva espresso con sprezzante superiorità unita ad un radicale rifiuto del bon ton a favore di provocazione, arroganza e impertinenza.
“Macaroni” divenne sinonimo di uomo sofisticato e di classe e l’espressione ‘very macaroni!’ iniziò a identificare tutto ciò che era di moda. Specifico chiaramente era il loro codice di abbigliamento: con tagli stravaganti, tessuti lussuosi, scarpe con tacchi e addirittura tutto un mazzo di fiori appuntato sul petto oltre ad una parrucca altissima, lunghissima e rigorosamente incipriata con tanto di piccolo tricorno sulla cima. In un periodo in cui l’abbigliamento maschile stava iniziando a favorire colori più scuri e tessuti più semplici, queste scelte erano un’aperta sfida alla convenzione sociale dominante; espressioni di forte individualità che divennero in breve oggetto di derisione e satira.
Entrati negli anni ’80, ‘Macaroni’ passò ad indicare un soggetto superficiale, ridicolo, effemminato ed eccessivamente esterofilo: una minaccia alla sobrietà britannica.
I Macaroni dovettero arrendersi al divenire degli eventi: la ribellione delle colonie americane, i venti francesi di rivoluzione… eppure sono stati i capostipiti di tutti quei movimenti bollati come eccentrici semplicemente perché espressione di personalità anche attraverso un abbigliamento differente da quello codificato e prescritto dalla parte dominante della società.
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