Il Santos: il primo orologio da polso nasce da pilota e Art Decò.
Parigi all’inizio del secolo scorso era la città della luce elettrica, dei poeti maledetti e delle notti passate nei cafè a bere assenzio, ma è anche la città delle macchine: una frenesia irresistibile corre per le strade su nuovissime e fiammanti automobili, un entusiasmo secondo solo a quello per le macchine volanti.
Alberto Santos Doumont era il protagonista di questo entusiasmo aereo, capace di tenere tutta Parigi con il naso all’insù mentre provava le sue ingegnose macchine svolazzando intorno alla Tour Eiffel.
Era un personaggio singolare anche al solo vedersi: indossava un cappello curioso, un cappottone realizzato da lui stesso con particolari agganci per assicurarsi alle strutture di bordo, occhialoni da aviatore, ma soprattutto un orologio da polso.
Strano?
Si, strano, perché prima del 1904 gli orologi da polso non esistevano (*), fu un’assoluta innovazione di Louis Cartier, un’alternativa progressista all’orologio da taschino.
Prima ancora che geniali inventori, Santos e Cartier, erano amici e quando Santos raccontò dell’impossibilità di controllare il tempo efficacemente mentre le mani erano impegnate a tenere i comandi delle macchine, Louis realizzò per lui un orologio da polso con bracciale piatto e lunetta quadrata, qualcosa di mai visto prima: funzionale, preciso ed elegante, uno strumento essenziale che lo accompagnò brillantemente nelle sue più sensazionali imprese.
(*) esistevano proposte dedicate ad un pubblico prevalentemente femminile sottoforma di raffinate opere orafe.
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