La Londra vittoriana è avvolta nella nebbia della notte, risate smorzate si sentono fuori dai pub, le strade nere e bagnate di pioggia sono illuminate dal gas dei lampioni che proiettano una luce giallastra velata di fumo soffocante.
I Gentiluomini sfidano l’aria stagnante entrando e uscendo da club eleganti, impeccabili nei loro completi scuri, perfetti specchi del loro status sociale, della loro autorità e del loro rigore morale.
Hanno una assoluta padronanza della loro immagine esteriore: la loro postura deve essere perfetta ed è data anche dall’estrema rigidità dei colletti delle camicie che indossano, che sembrano vivere di vita propria per quanto sono rigidi.
Non si scompongono certo per un umido venticello malevolo, ma neppure per il foglio di giornale che è spinto sul marciapiede con la notizia di un gentiluomo trovato morto su una panchina in un parco, soffocato dal suo stesso colletto, così fortemente inamidato da mantenersi perfettamente dritto anche con addosso la testa del suo proprietario abbandonata nel sonno di un bicchierino di troppo; il colletto rimaneva così dritto da premere la trachea o la carotide, interrompendo completamente i flussi vitali.
Chissà se si sono scomposti almeno sentendo girare una storia secondo cui un ragazzo, di ritorno dall’università, correndo con slancio entusiasta incontro al padre per abbracciarlo…gli abbia tagliato la gola con la punta inamidata del colletto.
Che sia verità o leggenda, il nome “parricida” rimane legato a questo tipo di colletto vittoriano.
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